lacci emostatici con corone d'ulivo
spine ed alveari
l'estate schiude
il silenzio
prorompe in baccanali
di risa scoppiate
schiocco di dita
scarne, ritmate e confuse
rituale salvifico nel caos mattutino
uno squarcio di cielo
di carne
un sorriso affondato
marmo pesante
ordine
il simbolo distaccato regge la scena nel crollo